Dalla prospettiva di un Marito-Papà felice Parte 2 – TiraMammiSù

Dalla prospettiva di un Marito-Papà felice Parte 2

Ricordi la storia che ti ho raccontato la volta scorsa vero? Se non è così, o non hai avuto occasione di leggerla, ti suggerisco da partire dalla Parte 1 di questo articolo.

Certo, le cose non vanno sempre così lisce,

ogni tanto anche a me scappa la giornata “no”, in cui sono già irritato e all’ennesima provocazione del piccolo mi lascio scappare qualche urlo o minaccia. D’altra parte io ho appreso quello di modello educativo, osservando i miei genitori che, a loro volta, lo hanno imparato dai loro, ecc. Il fatto è che non si tratta di essere “perfetti”, ma piuttosto di decidersi a rompere questa catena. Tendere alla perfezione concedendosi anche qualche errore. L’importante è riconoscere i propri sbagli di fronte ai nostri figli, senza cercare di nascondersi. Ancora una volta, se noi incarniamo questo esempio, loro apprenderanno che è possibile, ammissibile e umano fare e riconoscere i propri errori. E questo funziona anche con gli adulti. I nostri sensibili e attenti amici della storiella non si sono né irritati, né sentiti in imbarazzo. Al contrario, con una rara intelligenza e un’ammirevole voglia di mettersi in discussione, ci hanno chiesto maggiori informazioni, ad esempio sugli alimenti dannosi per la piccola. E’ naturale, la amano, tengono anche loro alla sua salute!

Ma ciò che importa davvero è che tutto questo è stato merito di mia moglie che non potendo abdicare al ruolo di mamma ha compreso

una serie di semplici verità:

Se devo essere sempre mamma voglio essere una buona mamma;

Se voglio essere una buona mamma, devo capire cosa voglia dire!

Se voglio capire devo mettermi in discussione e leggere, studiare, approfondire.

Se voglio studiare e aprire la mia visione, devo avere tempo!

Se voglio avere tempo, senza toglierne alla mia famiglia, devo organizzarmi.

Se voglio organizzarmi, devo avere un metodo.

Se sono organizzata e ho un metodo e ho tempo,

non solo posso prendermi cura della famiglia, della casa e studiare,

ma posso fare tante altre cose per me stessa!

E così facendo, avendo cura di me stessa, creo armonia nella famiglia.

Avendo compreso queste “verità”, mia moglie ha studiato anche come organizzarsi, come ottimizzare le proprie risorse e come dare l’esempio a tutta la famiglia, creando un ambiente armonioso ed in equilibrio dinamico (che vuol dire che ogni tanto si può anche essere in disaccordo e litigare, ma dura davvero poco, perché poi “il sistema” famiglia, torna al suo stato di equilibrio virtuoso). In effetti, ha sintetizzato il tutto, attingendo anche dalla sua esperienza personale, in un metodo strutturato e formalizzato per organizzare il tempo dedicato alla cura del piccolo, del marito, della casa e persino ai propri interessi, passioni e lavoro.

E una mamma felice è un catalizzatore di gioia per tutta la famiglia!

Quello che intendo è che mia moglie, fin dalla nascita del nostro piccolo, ad esempio, mi ha fatto capire che era possibile crescerlo senza usare pannolini ma questo implicava un investimento di tempo ed energie da parte nostra in un periodo in cui già ce ne erano pochi. A me pareva pura fantascienza, eppure, mettendo in discussione le proprie ‘credenze’, organizzandosi, sostenendosi e dandosi il cambio tra moglie e marito, è possibile percepire i “segnali deboli” (non verbali) del bambino appena prima che lui abbia bisogno di andare in bagno e portarcelo (anche se sono le 4 o le 5 del mattino) per creare un’associazione stimolo-risposta legata al contesto “bagno” e al suono “pssss…” (per la pipì) o “a-a-a…” (per la popò). E il tempo investito all’inizio si risparmia dopo (senza parlare dei soldi per i pannolini!).

La mia fantastica moglie, mi ha mostrato come, lasciando che sia il piccolo a scegliere con curiosità e interesse con cosa svezzarsi tra gli alimenti posti sulla tavola, prima ancora di maturare i suoi gusti, matura la capacità di adattarsi a gusti differenti. E poiché la scelta deve comunque avvenire tra alimenti sani ed adatti al piccolo, in questo modo, anche noi mangiavamo meglio. Ve lo vedete voi un affarino di quelli sgranocchiarsi un cavolfiore appena scottato o mangiarsi avidamente verdure a foglia verde cotte? Beh, sarà pure che noi siamo vegetariani, ma io me lo sono visto e me lo vedo tuttora!

Mia moglie, una donna meravigliosa, mi ha anche insegnato che esistono sistemi educativi differenti da quello basato sul controllo. E ho poi compreso che questo ha implicazioni di lungo termine non solo sull’armonioso sviluppo del bimbo, ma anche sul tipo di società in cui ci ritroviamo a vivere.

Che dire di più se non: “grazie Amorech’ka, sono orgoglioso di te e sono fiero, ma soprattutto felice di essere tuo marito!”.

Il mio augurio e che tante altre, tra voi mamme, vogliano approfondire questo metodo, per beneficiare se stesse, i propri figli, i propri mariti e, in conseguenza dell’armonia del sistema famiglia, la società tutta.

E tu che mondo vuoi lasciare in eredità ai tuoi figli? 😉

Sergio Laricchia

Esperto in Discipline Olistiche per la Salute e ricercatore nella sfera della Spiritualità e della Natura Umana. Docente per numerosi workshop di floriterapia. Studia la Qabbalah, pratica anche le discipline dei Monaci Shaolin (Kung-fu, Tai-qi-juan, Rou-quan, Tong-zi-gong, Qi-gong e Meditazione Chan) Marito e papà felice.

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